Una giornata intera di deserto libico in jeep e’ una esperienza lunare.

Gli spazi enormi ed il silenzio.Difficile da descrivere. Meglio non farlo.

Vi posso dare pero’ un consiglio utile alle vostre escursioni nel mezzo del nulla: Assicuratevi scrupolosamente che i vostri compagni di viaggi abbiano una caratteristica preziosa e rara: la capacita’ di stare in silenzio!
Il deserto e’ in fondo fatto solo di questo,  assenza di rumore e spazio per questo vuoto.  Si possono osservare kilometri di paesaggio aperto,  immense e maestose costruzioni rocciose che svettano da onde di dune morbide,  plastiche,  pure. Immense vallate in cui il rumore dei propri passi produce fastidio,  un elemento di disturbo in un ambiente perfetto così: silenzioso.
Avere come compagni di viaggio dei chiaccheroni e’ come portarsi un cacciatore in un oasi Lipu. Con tutto il rispetto per i cacciatori, s’intende.
Sottovalutavo anche io questo silenzio e mi sono trovato da solo in mezzo al nulla con le orecchie piene di questo suono.  Il mio stesso camminare era troppo rumoroso, come se il nulla avesse una sua pienezza, una sua magia da non spezzare.
Viviamo in mezzo a mille suoni, si parla di inquinamento acustico ed intuisco sia vero. Non so voi ma a volte manca il vuoto per ascoltare, per capire, per decidere ma anche solo per svuotate la mente dai rumori dei nostri pensieri.
Il nulla, il vuoto, il silenzio e’ vissuto come ozio, come uno spazio in cui si perde tempo, un’ atteggiamento riprovevole che “chi si da da fare” evita accuratamente.  Ma sostare, aspettare, ascoltare e riflettere per capire ,sono attività strettamente connesse alla condizione del silenzio. Forse una “pensata” in silenzio ci avrebbe riparmiato mille problemi.
Ed invece no, anche nel deserto, dobbiamo metterci qualcosa fosse anche un po di inutili parole: “e adesso cosa facciamo?”
Niente…  siamo nel deserto e stiamo tutti zitti.
Pietro Lamprati