Accra e’ il solito delirio di capitale afrcana, squallida ed inquinata. Ci devo passare almeno tre notti e quindi eccomi qua. La prima giornata vola col gioco dell’ambascata: caccia al tesoro per la rappresentanza congolese in Ghana.
Mi ritrovo nel solito quartiere isolato e pulito dove sulla strada ci sono solo guardiani a protezione di piccoli stati in miniatura. Dai muri alti, oltre il filo spinato, svettano le bandiere nazionali e rigogliosi alberi in fiore che lasciano immaginare freschi giardini, silenziosi e profumati. Io sudo come un cammello a 38 gradi, maledicendo a turno tutto mondo diplomatico: nessuno sembra sapere che in africa esiste anche un Congo che non e’ l’ex Zaire. (pure voi congolesi da una parte e dall’altra: uno dei due per favore cambi nome…)
Mi vengono in mente Kapuscinski e Terzani quando nei loro lunghi soggiorni si ostinavano a voler risiedere in un quartiere vero, autentico, locale. Contro tutti i consigli degli altri occidentali e la loro disapprovazione si rifiutavano di abitare in questi paradisi artificiali. Terzani addirittura mandava i figli nelle scuole pubbliche evitando i college di diplomatici, funzionari, rappresentanti di multinazionali.
Ci vuole una certa resistenza a passare mesi o anni combattendo contro le mille cose che non funzionano in un normale quartiere di Accra, come di una qualsiasi altra capitale africana. Salta la luce, l’acqua non arriva o se arriva e’ sporca, difficile trovare qualcuno che ripari le cose e magari finisce che peggiora la situazione. Me ne accorgo io che qui non ci vivo, che passo pochi giorni in uno stesso posto, magari anche solo una notte: costantemente trovo qualcosa che non funziona. Ma non e’ una questione di efficenza ma di tempo: la dilatazione di quest’ultimo fa parte del paese, della gente, della mente. Ogni cosa qui ha bisogno di più tempo, ogni problema seppur piccolo non può essere risolto subito, adesso, oggi. Questo stile e’ talmente lontano dal nostro pensare che di solito si finisce incazzati neri ad odiare il continene intero.
Bisogna invece arrendersi, se non si puo’ fare oggi non importa, pazientemente bisogna collezionare informazioni, perché domani si possa fare. Prima si capisce questo meno si sklera. Calcolate il doppio o il triplo del tempo per fare qualsiasi cosa e scoprirete che non e’ vero che non funziona nulla, eravate voi ad avere fretta.
Ma per dirla tutta, in realtà, scrivo queste cose non tanto per descrivervi quanto io sia entrato in questa mistica pacifica mentalità ma per cercare di sopportare i ghanesi. Sara’ che sono anglofoni, che sono piu ricchi dell’area cfa franconona, sara’ l’umidita che rende tutti nervosi in mezzo al traffico… ma oggi ho mandato a quel paese almeno 20 persone, cercando l’officina Iveco.
Compiti di viaggio: rileggi questo post ogni mattina, prima di ogni partenza. Se ti trovi ad Accra leggilo ad ogni semaforo.