Questo volo non finisce più.
Ho guardato 4 film, di seguito e letto tutta l’adolescenza della biografia di Fidel, un mattone che mi sono portato dietro.
Mi sento rintronato ed annoiato anche se in fondo mi piace questo spazio sospeso fuori dal tempo e dalle sue scadenze. Essere ostaggio di Air France per dieci ore ha un grande pregio: essere obbligati a non avere fretta.
Come in una prigione, isolati dal mondo, non si ha nulla da fare, bisogna oziare per forza. Il tempo si dilata lasciando spazio ai pensieri, ai ricordi, ai progetti. Come un pollo in batteria mangio ogni 4 ore intervallando film, letture e qualche pagina di scritti. Tutto il resto sono parole nella mia mente, immagini che si mischiano al video, ricordi di altri voli senza memoria verso chissà dove, chissà quando. Un tunnel.
Il volo diventa uno spazio virtuale, un luogo sospeso, una specie di obbligata terapia del cervello.
Sembra che in fondo nessuno sia interessato a fare due parole, quelle disinteressate, giusto per scoprire per quale oscuro fato, sederi cosi lontani sulla terra si sono ritrovati accanto in mezzo alle nuvole. E cosi’ oltre ai deliri mentali, mi ritrovo anche in silenzio a pensare al mondo intero, il passato, il futuro.
Film dopo film, pagina dopo pagina e birra dopo birra scendo piano piano in uno stato di coscienza “aerea”, leggera. Come questo grande 747, sospeso tra le nuvole, lo spirito, seppur di poco, si stacca dal corpo volteggiando sopra le cappelliere.
Dal thriller passo ad un “action movie”, poi un cartone, poi una commedia romantica, americana, scontata ed idiota. Mi ritrovo con gli occhi lucido commosso ed emozionato addentando il dolcino chimico del catering.
Pianto raramente ed in poche occasioni: per gli amici perduti, per errori passati e per i film che guardo dopo 5-6 ore di volo. Quando oramai lo spirito sta vagando per la business, lontano da me, l’anima si spande aspettando con trepidazione un lieto fine banalissimo ed un po’ stupido. Ma rimango lo stesso beatamente contento come se avessi visto un Oscar!
La mia vicina sta guardando le news della BBC, mi osserva di nascosto, un po’ dubbiosa.
Faccio finta di niente e metto su un documentario National Geographic sulle meduse. Con questo dovrei riuscire a recuperare il mio svolazzante spirito in tempo per l’atterraggio.

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