La crisi dei missili di Cuba fu un conflitto che contrappose USA e URSS: la posta in gioco era lo spiegamento di missili sovietici nell’isola di Cuba, dove aveva appena preso il potere Fidel Castro. Gli Stati Uniti, il cui obiettivo a quel punto era di stroncare sul nascere il nuovo regime, nella persona del presidente Kennedy, approvarono un piano di invasione dell’isola e addestrarono e appoggiarono gli esuli cubani che sbarcarono nella Baia dei Porci. L’operazione fallì ma ebbe un significato politico enorme al punto che Cuba chiese e ottenne da Mosca l’installazione di batterie di missili nucleari sul proprio territorio.Ma quando gli aerei-spia americani li scoprirono (15 ottobre del 1962) la risposta di Kennedy fu immediata: il Presidente USA ordinò il blocco navale dell’isola. Mai durante la Guertra Fredda si era giunti a un punto così alto di tensione fra i due blocchi con il rischio che il conflitto degenerasse. Fu allora che Krusciov ordinò il ritiro dei missili, ma a una condizione: la promessa dell’indipendenza di Cuba dagli Stati Uniti.