Cinquecento anni fa il navigatore portoghese Cabral, per un caso, durante un viaggio verso l’India, toccò le sponde d’una terra che fu chiamata “Brasile” per la presenza di una fitta foresta di alberi da tintura. Cominciava così la vicenda della più singolare e originale colonia portoghese, ancora oggi oggetto di interesse di studio per la peculiarità della sua cultura, del suo folklore e della sua religiosità. L’unico Stato dell’America Latina che abbia avuto una parentesi imperiale e dove il meticciato più intricato, ma anche più libero e autonomo, è diventato l’essenza stessa dell’identità nazionale. Una nazione, che non è solo Carnevale e football, ma che potrebbe essere uno dei centri focali dello sviluppo mondiale del Duemila.

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