Diciamocelo: i blog sono una palla terrificante. I blog di viaggio poi, sono ancora più pallosi. Devo ammettere che il più delle volte mi annoio a morte leggendo inutili resoconti di dove è andato l’ultimo disperato, di quanti chilometri ha fatto in un giorno, che cazzo ha mangiato, quanto è stanco e dove ha dormito. In base a cosa dovrei trovare interessante un racconto di viaggio? Forse perchè molto avventuroso? Davvero il racconto di un week end Fregene dovrebbe essere meno interessante di qualche mese nel deserto africano?

Ciò che fa davvero la differenza, a mio avviso, sta nel filtro ed il filtro siamo noi. Cosa si prova? Cosa si sente? Quanta paura si ha in un determinato luogo, in un determinato momento? E perchè? Questo è il filtro che renderà il  racconto interessante, degno di essere letto, appassionante e riconoscibile. Sono le persone e non i posti, sono i cuori e non i chilometri a fare il viaggio.

Ho attraversato un continente intero in un lungo viaggio durato tre mesi per capire questa puttanata che ora scrivo. Tutta l’Africa, da nord a sud, 18 frontiere, milioni d’immagini scolpite nel cervello e mille storie. Ma il viaggio vero era solo uno, dentro me, forse l’unico che valga la pena raccontare, l’unico che un documentario di Discovery Channel non possa narrare, l’unico che ancora faccio fatica a ripercorrere.

Quindi, evitatiamo tutti quanti di riempire il web con inutili resoconti da neo esploratori. Quelli in sahariana col cappello di sughero sono morti da un pezzo e davvero non ne sentiamo la mancanza, Trip Advisor è più affidabile del vostro report su Shianghai, Wikypedia più dettagliata e Panoramio fa le foto meglio di voi. Evitate di volervi sostituire ad uno stradario, quello che ti dice a quanti chilometri sta la prossima città, quanto è brutta la strada, a quanto sta il confine.

Raccontate invece ciò che sta dentro di voi mentre ve ne andate in giro. I luoghi ed percorsi sono solo una scusa, il contorno, solo uno sfondo su cui ambientare la vostra storia, sono condizione, non essenza.

Non c’è nulla da fare. Il viaggio, rimane da sempre la più grande e magnifica metafora della vita. A quest’ultima, tutti noi, siamo irrimediabilmente interessati.