Bentornati,

inizio oggi la rotta di “avvicinamento alla Libia”.  Accompagnando venti persone non sarò totalmente libero nei movimenti. Non so quanto potrò aggiornare questo blog “in diretta”. L’unica cosa certa sarà la rotta: Tripoli, Sabrata per poi scendere fino al deserto dell’Akakus. Partenza all’alba del 1° novembre da TRN.

Sarà un caso ma ultimamente mi capitano tutte destinazioni che furono colonie italiane (vedi il viaggio Etiopia). Inizio quindi con un bel libro di Del Boca, importante storico torinese, considerato uno dei massimi esperti di colonialismo italiano.

Buona lettura!

Pietro Lamprati

A un passo dalla forca. Atrocità e infamie dell’occupazione italiana della Libia nelle memorie del patriota Mohamed Fekini

Autore    Del Boca Angelo
Prezzo    € 17,50
Prezzi in altre valute
Dati    2007, 291 p., ill., rilegato
Editore    Baldini Castoldi Dalai  (collana I saggi)

Da IBS

La conquista italiana della “quarta sponda” è costata alle popolazioni della Libia, nell’arco di vent’anni, centomila morti. Un numero enorme di vittime, se si pensa che il Paese contava, al momento dell’invasione, appena ottocentomila abitanti. Dunque un libico su otto ha perso la vita – nei combattimenti, nei lager infernali della Sirtica, nei penitenziari italiani, o appeso alla forca – nel tentativo disperato di difendere la propria patria. Sinora si conosceva il dramma del popolo libico essenzialmente da libri redatti in base a documenti di fonte italiana ed europea, a volte incompleti e spesso poco imparziali. Nel 2006 Angelo Del Boca ha avuto l’opportunità di poter consultare un documento di cui si ignorava l’esistenza: le memorie di Mohamed Fekini, capo della tribù dei Rogebàn, uno dei più irriducibili oppositori della dominazione italiana. A uno storico italiano si prospettava così l’occasione di studiare il pensiero, i sentimenti, le strategie politiche e le trame degli “altri” e, nello stesso tempo, di mettere a confronto le due versioni dei fatti.