[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=bTKuIrv6jk8&feature=player_embedded#]Accampato nel mio fortino aspetto di partire. Non esco, non vedo nessuno, non vado nemmeno su FB casomai qualcuno avesse la brillane idea di chiedermi: “Allora, sei pronto per partire?”. Non è per cattiveria, scusatemi, ma è difficile starci dentro già da soli. Lo stato d’ansia crescente aumenta, quando sembra che tutti i casini della mia vita si siano dati appuntamento alla vigilia di questa partenza.

Andar via è una specie di lutto. Chiudiamo una porta e ne apriamo un’altra su una dimensione sconosciuta. Abbandoniamo un contesto e non sappiamo bene dove il nuovo ci proietterà. In questo c’è il bilanciamento delle forze della paura e del coraggio, la presa di coscenza di ciò che vorremmo dalla vita e delle conseguenze che questa scelta porterà. Più è importante la partenza, più è buia la destinazione e maggiore sarà il senso latente ed inspiegabile di lutto che il viaggio porterà.

Questo senso di tristezza fa parte del pacchetto e non è condivisibile. Con chi dividerai il tuo peso? Con chi ti invidia o con chi ti denigra?

Apro gli scuri del fortino: c’è il sole. Scioglierà un pò di paranoie da inverno torinese. Grazie Capo!