Il viaggio e’ fatto anche di lunghe tappe di trasferimento. Tirate come questa da Bamako a Timbouctou. 1000 km netti, a 40 gradi costanti dalla mattina alla sera che quasi svengo al volante. L’asfalto diventa acqua in lontananza, enormi giraffe si avvicinano diventando baobab. Quando mi sveglio, la pioggia, il fresco. Forse ce la possiamo fare. Finisco l’ultimo beverone di sali minerali color menta, i bambini salutano il nostro arrivo come se ci aspettassero da giorni: basta poco a cambiare il colore delle giornate.
Lascio chveno vento caldo mi bruci la faccia mentre avrei tante cose da scrivere, persone conosciute, situazioni nuove, belle a volte dure, ma sono troppe. Alla fine sono questi i momenti liberi del viaggio: la destinazione e’ lontana, la strada alle spalle si fa più lunga, i pensieri più intensi, carichi, densi. Mi sembra di essere partito un anno fa, di essere in viaggio da sempre. Forse davvero e’ così. Mi chiedo quale sia la destinazione finale.
Mischio tutto. Una voce da lontano mi dice che per oggi meglio pensare di kilometro in kilometro ed arrivare a sera. Timbouctou, sulle rive del mar Sahara, e’ davvero lontanissima.