Quando la Banana Company arriva a Macondo, il villaggio nella jungla in cui Garcia Marquez ambienta il suo capolavoro Cent’anni di solitudine, porta con sè la modernità e un tragico destino. Scrive Garcia Marquez: “la compagnia accelerò il ciclo dei raccolti e spostò il corso dei fiumi […]. Importò dittatori stranieri, scorribande di assassini coi machete e un’ondata di pallottole sui lavoratori in sciopero”.

Così come Macondo rappresenta nella finzione l’intera America Latina, la Banana Company di Marquez ricalca un’altra compagnia altrettanto influente nel destino centro e sudamericano: la United Fruit. Più potente di intere nazioni grazie alle vastissime piantagioni di banani e al totale controllo della rete ferroviaria, la United Fruit – conosciuta anche come El Pulpo, il polpo -non solo coniò il concetto di “repubbliche delle Banane” ma rese tali repubbliche suoi feudi usa-e-getta, applicando per prima le spietate strategie usate oggi dalle multinazionali.

In BANANAS, Chapman ripercorre i misfatti della società, le corruzioni diffuse ad ogni livello del potere, l’abolizione di ogni forma di rappresentanza sindacale, il sostengo alla repressione di centinaia di lavoratori colombiani nel 1928, il suo ruolo preminente nel colpo di stato del 1911 in Honduras e nel 1954 in Guatemala e nella crisi della Baia dei Porci, e l’applicazione della monocultura selvaggia a discapito di interi paesaggi tropicali.

BANANAS è la storia acre e vivida di questa infame compagnia che è stata precursore delle odierne multinazionali rapaci, una storia che si snoda dalla jungla della Costa Rica sino ai colli del potere di Washington. La storia di una società coinvolta nello scandalo Watergate e che ha nutrito legami occulti con personaggi come Richard Nixon e con il controverso agente della CIA Howard Hunt, che ha manipolato la stampa, alimentato la collera rivoluzionaria di Che Guevara e Fidel Casto, ispirato il genio letterario di Gabriel Garcia Marquez. E che sopratutto è stata la fonte dei peccati del capitalismo moderno.

Un abitante del Macondo di Garcia Marquez fornisce una chiosa perfetta per questo straordinario libro: “Guarda il casino in cui ci siamo ficcati solo per aver invitato un gringo a mangiare qualche banana” – The New York Times

Chapman ci fa capire come anche un prodotto apparentemente innocuo come una banana abbia compiuto un viaggio lungo e moralmente complesso per arrivare sulle nostre tavole. – The Guardian

Un racconto irresistibile e ammonitore sui mali delle multinazionali troppo potenti e della globalizzazione selvaggia – Publishers Weekly

Peter Chapman scrive per il Financial Times ed è stato corrispondente in America Centrale e in Messico per Latin American Letters, The Guardian e per la BBC.

fonte: http://www.nuovimondi.info/bananas/