Gli ultimi giorni di Senegal ci hanno portato a Mbour, localita’ di “villeggiatura” sulla petite cote, 60 km a sud di Dakar. Abbiamo consegnato sarpe e magliette ad una piccola scuola di un villaggio nelle vicinanze che fa parte di una comunità di mouridisti. Ho scoperto cosi’ questa corrente, tutta senegalese, dell’Islam che ha il suo centro spirituale a Touba, ad un cantinaio di km da qui. Dopo aver conosciuto i suoi piccoli fadeli non potevamo non andarci. Mi sono quindi ritrovato scalzo a girovagare per un’enorme moschea che ci dicono rappresenti una specie di vaticano senegalese. In mezzo ad un trionfo di stucchi ed alti minareti, sorge la tomba di Babma, il profeta da cui tutto e’ nato e che alla sua morte ha nominato “marabù” figli e nipoti. Una santità ereditaria quindi.
Volendo vederla più sul lato temporale, il mouridismo e’ una grande e potente lobby interna a questo paese di cui influenza pesantemente politica ed economia e che gode di particolari deroghe: tutta l’area della città e’ esentasse. Senza voler per forza sembrare anticlericali, non bisogna fare troppa fatica per riconoscere similitudini evidenti…
Ad ogni fedele il suo dio ad ogni paese la sua lobby. Oltre alla fede ora qualche bambino avra’ anche un pallone su cui imprecare.

Ps: a touba non si può fumare, bere, giocare a pallone e tante altre cose ma l’uomo e’ sempre uguale: a 7 km mi raccontano di una città “parallela” dove si può fare tutto, peccato non avere il tempo…