Mucha_-Lance_Parfum_RodoL’immagine di Rio è indissolubilmente legata a quella del suo carnevale. Qualcuno afferma  che non si può capire la città senza comprendere l’essenza di questo evento. Io sono arrivato tre giorni fa quindi ho paura che mi sfuggirà tutto, ma per quel che ne so il carnevale è oggi sostanzialmente una sfilata di scuole di samba, una gara in cui si fronteggiano migliaia di ballerini e carri allegorici accompagnati da musiche appositamente composte. Il rito ha il suo luogo sacro, il “Sambodromo”, è gestito da un’imponente organizzazione ed è bel oleato da ricchi contributi che ne fanno un grandioso business per agenzie turistiche, media e sponsor.

Ma non è sempre stato così. Fino agli anni 60 il carnevale apparteneva a tutti, nessuno doveva pagare per assistere o per partecipare. Si spandeva per tutta la città e non era relegato in un luogo chiuso, accessibile a pochi. Per cinque giorni tutta la città era coinvolta in una casuale febbre delirante, fatta di “blocos” di quartiere che improvvisavano sfilate a piedi accompagnate da bande che suonavano le “marchinhas”, allegre marce musicali. I valori morali condivisi durante tutto l’anno venivano improvvisamente sospesi: “..nel 1962 avevo vent’anni ed ho passato quattro giorni a saltare avvinghiata al collo di chiunque. Ho festeggiato in cinque differenti balli, ho distrutto quattro vestiti, ho sniffato dieci tubi di lanca-perfume e non sono tornata a casa per una settimana…” (da Rio de Janeiro, una città troppo eccitante di Ruy Castro pag 83).

Ma che cos’era il lanca-perfume?

fa373d1654af328fbce4eb4f843ae3dfEra un deodorante per ambienti, di fabbricazione svizzera che diventò popolarissimo durante le feste di carnevale all’inizio del secolo scorso. Aveva due principali utilizzi: gli adolescenti, più o meno ludicamente, si sparavano l’un l’altro colpi di getti gelati spargendo nuvole di profumo per tutta la città mentre tutti gli altri lo “tiravano”. Tra un trenino e l’altro inalavano con l’aiuto di un fazzoletto questo etere  che provocava un leggero stordimento e nei casi più gravi lo svenimento.

Mentre al Copacabana Palace ed al Teatro Municipale si consumava cocaina, morfina ed oppio, il resto della città “tirava” deodorante svizzero in spray. Intere generazioni di carioca ancora oggi associano il carnevale con il lanca-perfume in tutte le sue evoluzioni industriali. Più di metà della produzione annuale era destinata al brasile che lo usava solo durante il carnevale.

La festa del “deodorante che sballa” terminò nel 1966 quando fu dichiarato illegale e la produzione interrotta. In molti dichiararono pubblicamente che la fine del Rodouro (l’ultimo nome commerciale dello spay) avrebbe coinciso con la fine del carnevale stesso. A salvare l’evento simbolo di Rio ci pensarono le scuole di samba cambiando per sempre lo stile del carnevale, rendendolo forse più grandioso ma sicuramente meno profumato.

Ma come dicevano i romani, pecunia non olet…

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