Prima della bellezza dei luoghi, prima che questi lascino un’impressione dentro di noi, prima che i paesi attraversati si trasformino in un’esperienza sulla nostra pelle e che il cuore la comunichi al cervello, e’ l’odore di un posto a colpirci.
Ricordate il sentore di una casa al mare chiusa per tutto l’inverno? il profumo della focaccia d’estate dopo una nuotata da bambino? il puzzo di quella orribile guest house in Marocco? Non sapreste descriverle ma rimangono sensazioni conservate nel vostro cervello così come i ricordi più netti, più fisici, quelli di una persona cara, di una esperienza o di un luogo. Il  carattere etereo del profumo rende la ricordo olfattivo solo una sfumatura, un’impressione di cui non si ha davvero certezza: quand’è che ho sentito questo odore? Dov’ero? Chi era con me?

Atterro oggi in Costa Rica. Attraverso la porta del lungo volo ed un flusso intenso di profumi mi investe come un vento forte . Come un cocainomane in Colombia sniffo lunga striscie di potenti fragranze che fluttuano intense nell’aria. Sembra tutto esageratamente profumato. Un sentore denso e costante di fiori e natura, di fresco e di umido, di frutti succosi e di tramonti salmastri. Dove ho sentito tutto questo?
Il cervello scava nella memoria del mio naso come la manina di un bambino bendato, alla ricerca del bussolotto giusto nell’urna dei numeri del lotto. I gelsomini del nord’Africa, i flamboiant dell’oceano indiano, le palme di Bahia, il profumo intenso dei tropici, il mare di Cuba. Ma su tutto questo riconosco la penetrante umidità profumata delle notti Mahoresi, dei mesi passati alle Comore, delle sere di grilli e di lune passate in quell’isola perduta a nord del Madagascar.
Ecco cos’era, ecco dov’ero: il profumo dolce dell’oltremare francese, l’odore dei posti remoti, il sogno dei paradisi dimenticati e la parte di cuore lasciata laggiù.
Le stesse colline, la stessa stagione delle piogge, lo stesso sole che sorge presto e va giù prima di cena. La natura verdissima, le essenze intense sprigionate dopo gli acquazzoni, le impenetrabili foreste pluviali, la terra scura e le acque trasparenti. I grilli rumorosi la notte, la frutta dolcissima, i colori netti della luce forte, le donne sorridenti del mercato tra i banchetti piccoli piccoli, pieni ogni cosa.
Incapace di pensare oltre, mi lascio trascinare dal flusso costante degli odori di questo paese che rimestano in me il ricordo di mille ricordi, di mille posti, di mille volte in cui ho sentito nel bene e nel male, il profumo denso del viaggio.
“Pura vida” così si dice da queste parti e vi assicuro che qui la vita e’ davvero profumatissima.

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