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da ilsole24ore.com

Honduras, America Latina Centrale, un paese lontano di cui si sente poco parlare, eccezion fatta recentemente per il colpo di stato subito ai danni del presidente in carica Manuel Zelaya.
Poco si sa di questo stato stretto tra da due mari, a nord quello dei Caraibi, a sud l’Oceano Pacifico, confinante con gli stati del Nicaragua, El Salvador e Guatemala.
E dopo questo breve periodo in cui l’attenzione internazionale lo ha beneficiato di uno sguardo è ricaduto nel dimenticatoio.
Chi ha visitato l’ Honduras sa che è un posto poco invitante, povero e pericoloso, senza grandi attrattive turistiche, a parte qualche sito archeologico e isola.
L’assenza totale di un piano urbanistico, l’indiscriminata deforestazione, le baracche che costeggiano le strade, con a fianco mostri di cemento che ostentano una paventata ricchezza all’occidentale, assumono una connotazione triste e desolante.
Un far west di cemento, palme e eternit che mescola lugubri Centri Commerciali, i suoi Pizza Hut, Kentucky Fried Chicken, Mc Donald’s con foreste e baracche.
Lungo la Costa Caraibica il governo honduregno con l’intento di sviluppare il settore turistico,  e l’appoggio del BID, la Banca Interamericana di Sviluppo, nel 2007 ha inaugurato il progetto ”eco-etno-turistico”  ”Los Micos Beach and Resort” : quattro hotel a Cinque stelle, 256 ville di lusso, un club ippico e un Centro Commerciale nel cuore del Parco Nazionale Janette Kawas.
Nel corso degli anni la comunità garifuna di Triunfo de la Cruz, che si vede direttamente interessata perché in quelle terre ci vive, ha provato a osteggiare quest’impresa.
I garifuna sono una popolazione indigena di origini africane, che popola quasi tutta la costa atlantica dell’Honduras, Guatemala e Belize; solo in Honduras sono circa 350.000 e vivono disseminati lungo il litorale.
Organizzati dal 1979 nell’ Ofraneh, Organizzazione Fraterna Nera Honduregna, hanno denunciato a più riprese il governo e le imprese estere che, nascondendosi dietro lo sviluppo sostenibile e la cooperazione internazionale, stanno distruggendo ettari di foreste, le quali in teoria sarebbero protette, in particolare la Laguna de Micos, dove sorgerà un immenso campo da golf.
Effettivamente per il momento le costruzioni che sono state fino a ora edificate anche a un occhio poco esperto appaiono ben poco eco-compatibili, e il miraggio di uno sviluppo sostenibile, come è stato per il Costa Rica  che ha fatto del turismo verde il suo principale motore finanziario, non sembra proprio la via intrapresa.
La vicenda della lotta garifuna contro il governo e i sedicenti investitori ci viene raccontata nel documentario-denuncia ”Piratas al Resort” di Maribel Arias Perez, in selezione al Festival Sguardi Altrove di Milano.

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