Quella strana eccitazione nell’aria, i ritmi della bossa nova e del samba, il carnevale che anche nei mesi più lontani fa sentire la sua presenza piena di energia: Ruy Castro racconta così la sua Rio de Janeiro, partendo dal passato coloniale della città, per arrivare al suo presente incerto, fatto di contraddizioni estreme, di un inaccettabile divario tra ricchezza e povertà, di favelas, droghe e delinquenza, così come dell’incantato lungomare di Ipanema e Copacabana. Ma su tutto domina sempre e comunque la musica, quella magica contaminazione di ritmo e malinconia che costituisce forse l’essenza stessa di Rio, e che guida il narrare di Castro dentro l’anima più profonda della sua città.

Fonte: http://www.ibs.it

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