Non avevo grandi pretese, volevo solo concludere il viaggio con un bel post che in qualche modo ne tirasse le somme. L’Etiopia mi era piaciuta parecchio soprattutto per il suo passato imperiale, un particolare periodo di cui non è rimasto molto. Nonostante questo, il paese rappresenta un’anomalia nel panorama dei paesi africani: differente il clima, la morfologia, la gente, la storia, tutto insomma.

In più ero libero, senza clienti da accompagnare o un gruppo da seguire. Sebbene invitato a visitare il paese, ho potuto godere di un po’ di margine per capire qualcosa di più, per occuparmi non solo di alberghi e check-in. Da questa libertà è nato il blog http://terradizion.wordpress.com/: qualche riflessione, qualche piccolo racconto di viaggio, nulla di che.

Come concludere il viaggio un Etiopia? Come concludere il blog che ha per titolo un chiaro riferimento alla cultura Rastafariana? Naturalmente con un pezzo sull’imperatore Hailé Selassié I. Avevo letto in proposito un paio di libri e qualche documento on line. Ho tentato quindi  di fare un umilissimo riassunto della vita di questo personaggio, un regnante uscito da una fiaba fatta di leoni e castelli medioevali.

Dopo la pubblicazione del post, la comunità Ratafariana, che in passato aveva avuto apprezzamento per la divulgazione di informazioni circa la “Terra di Zion”, si è rivoltata contro di me. Di colpo sono diventato un mistificatore della realtà, blasfemo nei confronti di colui che è dio per tutti loro. Trovate qui i commenti dell’ultimo al post.

Devo dire che un po’ me la sono presa. Nutro nei confronti dei “rasta” una sincera simpatia che deriva da bellissime e profonde amicizie fraterne. Ma non posso nemmeno mentire circa il passato meno illuminato di un personaggio che per qualcuno è dio a prescindere, nonostante le evidenze della storia. Ho risposto quindi con contesia ma anche con fermezza, animando un piccolo dibattito storico-teologico on line.

Ora se cercate “Hailé Selassié” su google, il mio blog esce dopo i risultati di wikipedia, incredibile. Ogni tanto mi immagino braccato da integralisti rastafariani, come Salman Rushdie per i suoi Versetti Satanici. Sogno gruppi di rastoni intransigenti che mi aspettano sotto casa per farmi rimangiare le blasfemie scritte nel blog, fumatissimi sicari che in nome di Jah, combattono la loro guerra santa contro questo povero scrittore, non immaginando quanto io sia spiritualmente vicino a tutti loro.

“jah livs, braders!” e non solo per voi.

One thought on “Hailé Selassié I, il dibattito continua

  1. Sono capitato sul tuo blog terra di zion un po di tempo fà.
    letto tutto con interesse specie l’acceso dibattito. Solo ora ho trovato questo articolo
    Io esprimo il mio parere da ragazzo che casualmente ha scoperto il genere musicale reggae e da li informandosi pian piano è arrivato a crearsi una sua idea sulla dottrina Rasta. La cultura e la musica mi affascinano enormemente ma la rigidità noiosa della teologia (peggiore di quella della chiesa cattolica, dalla quale mi sono allontanato) mi aiuta a pormi delle domande.
    Come possono i vaghi versi della bibbia, scritta ere fa, a combaciare con una successione di eventi nel 20° secolo, gia ripetuta in passato? Le tesi Rasta INTEGRALISTE sotto i miei occhi cadono, dicono: “Leggi la bibbia e tutto torna”, ma in fondo sono solo profezie. Se esiste un Jah, esso è solo dentro di noi! (Io sono per le religioni naturali 🙂 )
    Spero che nonostante l’articolo sia datato tu possa leggere un mio parere!

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