Trinidad è bella, bellissima. Una piccola perla, antica e preziosa, fatta di stretti vicoli ciottolati e di sontuose dimore, finemente arredate. Un posto incantevole insomma.

Unica nota negativa è la massiccia presenza di “jineteros”, insistenti “venditori” che in centro sono particolarmente agguerriti. Si offrono come guide turistiche tuttofare, proponendovi prima un ristorante di un amico poi la casa particular dello zio e magari alla fine, con un po’ di confidenza, una serata in compagnia di una amica, bellissima, di cui, ammiccanti, tessono le lodi. Se arrivate dall’Avana, dove è più facile essere confusi tra i residenti stranieri che vivono in città, qui vi troverete immediatamente identificati come turisti. Trinidad è un piccolo paese dal grande e ricco passato ma ora che lo zucchero non produce più immense fortune, il turismo è una delle poche risorse della città. Difficile quindi non comprendere le ragioni di questi fastidiosi comportamenti ed in fondo giustificarli.

Come scrivessi in una nota di approfondimento di Lonley Planet, vi do il mio umile consiglio per vivere al meglio la città: evitate di visitare il centro storico in mattinata quando gruppi di turisti sbarcano dai bus. In quei momenti l’insistenza dei venditori si fa più pesante ed i comportamenti più sfacciati. Ma mano che il flusso di visitatori diminuisce, i rapporti ritornano più personali e le relazioni più autentiche e sincere. Vi saranno allora utili le indicazioni di una venditrice di ricami nel mostrarvi l’entrata del Museo di Storia della città, una nobile dimora ottocentesca che domina il paese con la sua torre panoramica. Apprezzerete allora le indicazioni di un improvvisata guida che, attraverso il mercato, vi accompagnerà al Museo Romantico sulla piazza principale e magari vi presenterà al suo amico “santero” al Tempio della Santeria, religione caraibica che mischia elementi cattolici, animisti ed africani. Meglio di Trip Advisor, vi indicherà un ristorante per la sera e vi dirà di evitare la turistica “Casa della Trova” preferendo magari il popolare concerto serale sulle scalinate di Plaza Mayor.

In un mezzo pomeriggio di vagabondaggio attraverso le antiche pietre della città, avrete trasformato il rapporto di “consumo” tra voi e Trinidad in un contatto umano con uno dei suoi abitanti. Quello che nella massa di macchine fotografiche, cappellini e sgargianti bermuda era uno scocciatore mendicante, nella calma di un incontro sincero è diventato la vostra guida informale, un prezioso consigliere e magari con un pò di fortuna anche un amico.

In viaggio dietro ad ogni rompicoglioni si nasconde il vostro uomo. Non abbiate fretta di giudicare.

IPSE DIXIT

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