da Repubblica.it

L’AVANA – Nuova svolta a Cuba 1. Per la prima volta dopo oltre 50 anni saranno autorizzati i viaggi all’estero per turismo. Il governo sta valutando la possibilità di “permettere ai residenti cubani di lasciare il Paese e viaggiare come turisti”, si legge in una delle 313 riforme economiche proposte dal VI congresso del Partito
comunista di Cuba (Pcc) un mese fa, ad aprile. Il documento che dà conto di quelle proposte, pubblicato oggi, non fornisce dettagli sulle procedure di autorizzazione, ma ufficializza i primi cambiamenti già anticipati dal presidente 2 Raul Castro (video 3). Attualmente per uscire dal Paese i cubani devono presentare una richiesta a pagamento di 150 dollari, che può tuttavia essere respinta. I viaggi all’estero vengono limitati a 30 giorni e le spese per l’autorizzazione ammontano a circa 400 dollari. Una sintesi di 48 pagine del testo relativo alle “Linee sulla politica economica e sociale del Partito e la Rivoluzione” è in vendita da oggi nelle edicole dell’Avana e delle altre maggiori città.

Dal documento del congresso del Pcc emerge anche l’intenzione di favorire gli “investimenti esteri”, anche al fine

di aumentare l’occupazione. E’ necessario puntare “agli investimenti esteri al fine di assicurare una serie di obiettivi, quali l’accesso alle tecnologie di punta, la diversificazione e allargamento dei mercati di esportazione e la sostituzione delle importazioni”, sottolinea il punto 97. Tali investimenti, precisa il testo, devono inoltre assicurare lo sviluppo di “nuovi posti di lavoro”.

Il caso del dissidente Soto. La notizia arriva nel pieno della polemica sulla morte di un noto dissidente cubano, Juan Wilfredo Soto: secondo l’opposizione è deceduto sabato dopo essere stato picchiato due giorni prima dalla polizia durante la repressione di una manifestazione di protesta a Santa Clara. Soto, 46 anni, era stato ricoverato in ospedale ed è spirato per i danni subiti al pancreas, ha denunciato Guillermo Farinas, che ha chiesto una condanna internazionale per l’aggressione.

Soto era uno dei 134 sostenitori dello sciopero della fame di protesta portato avanti da Farinas l’anno scorso. Le autorità cubane non hanno commentato né gli incidenti a Santa Clara né la morte di Soto. Elizardo Sanchez, coordinatore della Commissione cubana per i diritti umani e la riconciliazione nazionale, ha confermato il pestaggio da parte della polizia. “Non riteniamo che avessero l’intenzione politica di ucciderlo, ma l’hanno massacrato di botte mentre gridava slogan contro il governo, e i danni subiti possono averlo portato alla morte”, ha dichiarato Sanchez, che ha denunciato intimidazioni e aggressioni crescenti ai dissidenti nelle ultime settimane.

Per il medico che lo aveva in cura Soto è però deceduto a causa di una pancreatite e di un’insufficienza renale, e non a seguito del pestaggio della polizia, come riferito dagli oppositori. Secondo il dottor Ruben Aneiro Medicna, il dissidente soffriva anche di “diabete, ipertensione e di una miocardiopatia dilatata”. A dirlo è il sito (Yohamdry.com) che riporta anche una fotografia del medico, in servizio presso l’ospedale Arnaldo Milian di Santa Clara, dove viveva ed è morto Soto.

Per i diritti degli omosessuali. A detta di Mariela Castro, figlia di Raul, Cuba sta “cambiando”, si sta aprendo. E in questo quadro è da auspicare che nell’ambito delle riforme decise nel recente VI Congresso del partito trovino spazio anche il sì ai matrimoni tra coppie omosessuali e la fine delle discriminazioni nei loro confronti. “C’è spazio in tal senso e abbiamo già presentato delle richieste scritte in merito”, ha precisato Mariela Castro, 49 anni, direttrice del Centro nazionale di educazione sessuale (Cenesex).

FOTO Iniziativa contro l’omofobia all’Avana4

Mariela Castro ha anche detto che, in Parlamento, è fermo da almeno tre anni un progetto di riforma del Codice di famiglia, che comprende anche il matrimonio tra coppie di omosessuali. “E’ sempre lì lì per essere approvato, ma non è ancora stato fatto e potrebbe esserlo già quest’anno o nel 2012”, ha sottolineato la sessuologa, augurandosi che “non venga ancora posticipata la decisione in tal senso”, anche perché, nell’isola, “pur se non sembra, le cose stanno cambiando”. Da rilevare che, già a suo tempo, lo stesso Fidel Castro aveva ammesso gli “errori” commessi dalla Rivoluzione nei confronti degli omosessuali e che, proprio per l’intervento del Cenesex, a partire dal 2008, nell’isola sono stati autorizzati 28 interventi chirurgici per cambiamento di sesso.

fonte: repubblica.it

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