Non ci sono più strade difficili, frontiere, lingie, visti.
Non contano più i kilometri, dove si dorme, cosa si mangia.
Non importa più il caldo o il freddo, quanto siamo sporchi o quanta fame abbiamo.
Non c’è più nulla.
Il viaggio elimina tutto il superfluo fino alla sopravvivenza.
Vaghiamo come nomadi, di città in città, di benzinaio in benzinaio, senza sosta, senza bisogno d’altro se non di vedere il prossimo posto. Aumentano i kilometri da mattina a sera, nessuno vuole più fermarsi.
Come in una dimensione parallela, tre mesi di viaggio continuo, cambiano la realtà. Nulla ci spaventa, ci preoccupa, ci impensierisce. Nulla ci fa più schifo.
Si diventa randagi, di passaggio, sporchi, senza tempo. Qui non c’è passato, non c’è futuro: solo un denso presente.
Siamo arrivati a quello stadio in cui i problemi non sono quelli di prima. Semplicemente non ci sono più, in questo mondo non contano.
Più poco vale il contorno, fatto di come, dove, quando. Sono solo condizioni, non essenza.
Il viaggio si fa puro spirito, fatto solo di altro spirito: quello dei posti, delle storie, della gente.

Si vola.

2 thoughts on “Quando il viaggio diventa puro

  1. e’ finita… .-)
    anche il mondiale sudafrica 2010 sta passando con tutto il suo clamore mediatico e il suo baraccone…
    rimane un’altra africa che da millenni continua a sopravvivere nonostante i riflettori…

    e anche per te inizia un altro viaggio…
    molto piu’ personale e forse per questo piu’ importante..

    auguri anche questa volta!!
    il tuo amico

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