Dakar e’ un casino, altro difficilmente si potrebbe dire. Sono qui da tre giorni, ospite di Renken, una piccola associazione torinese che gestisce una scuola e mille atri progetti sociali a Malika, sobborgo sulla costa nord della penisola.
Passiamo le giornate da un’ambasciata ad un’altra a richiedere i visti per i prossimi paesi in mezzo ad un traffico intasatissimo, ovunque persone, auto, carri, animali, venditori, poveri…..un delirio insomma. L’aria e’ densa di gas che quasi non si riesce a respirare, passiamo ore fermi su quella che qui tutti chiamano autostrada: e’ sempre così ci dicono.
Ma dal primo impatto tragico, piano piano l’occhio si abitua e quello che prima era un girone infernale senza logica, ora diventa meno casino, meno casuale. Ci vanno un paio di giorni in mezzo a questo disordinato fracasso per scoprire, dietro allo squallido susseguirsi di edifici più o meno fatiscenti, la vita di un falegame, un negozio di ricambi, un improbabile ristorante di strada. Provate a stare fermi un pomeriggio all’angolo di una strada qualsiasi e, dopo aver conosciuto tutto il quartiere, vi parrà normale che un macellaio insanguinato affetti all’aria aperta capretti e montoni.
Come per tutti i posti, non sono tanto i luoghi a lasciarti un ricordo più o meno positivo, quanto le persone. Innanzi tutto bisogna dire che le senegalesi sono bellissime. Per cinque maschi puzzolenti che sono in viaggio da settimane, queste figure statuarie che passano nell’inquadratura dei nostri finestrini, sono una gran consolazione.
Dopo una mattinata a fare il gioco del “trova l’ambasciata del Gabon a Dakar”, sono tornato a Malika dove Matteo e gli altri hanno organizzato la partita di calcio per la prima consegna di materiale del progetto. 200 bambini eccitatissimi, musica e mezzo paese a vedere cosa succede nel campo da gioco.
E’ difficile tenersi fuori, ogniuno vuole conoscerti, sapere il tuo nome parlarti: il diverso qui sei tu, pallido e spaesato, esotico e per nulla pericoloso.
Rientro a casa per accompagnare al dispensario un padre ed il suo neonato con la febbre. Lungo il ritorno mi salutano i bambini conosciuti poco prima, giro in mezzo a questa incomprensibile circolazione senza piu’ indicazioni e mi sembra di conoscere questo posto da tempo.
Rileggo il post e sorrido scoprendo di aver chiamato “casa” un provvisorio domicilio a Dakar.
Spero di riuscire a chiamare così tutti le prossime sistemazioni di viaggio.

Ps: grazie a Claudia e Filippo di Renken per tutto l’aiuto e l’ospitalita. Grazie anche a Ismahel e Pascal che hanno condiviso con me la caccia al tesero delle ambasciate di Dakar.
www.renken.it

6 thoughts on “Dakar e’ un casino

  1. ciao pietro! grazie a roy che ha fatto il passaparola, vengo a sapere di questa tua avventura-esperienza di vita!!! che meraviglia…..
    quando finirai questo viaggio, raccogliendo i racconti fatti strada facendo, ne dovresti davvero fare un libro perchè scrivi molto bene e la foto è proprio da scrittore!!!!
    buona continuazione…al prossimo racconto…un abbraccio!!!

  2. Amico mio,

    Voltaire ha scritto: “”Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”.
    Ed anche se a distanza, grazie ai tuoi post (ne è passato di tempo dai nostri “pensieri” con carta e matita), i tuoi occhi sono anche i miei.

    Un abbraccio

  3. per rallegrarvi …
    CONGO: RAPITI 8 OPERATORI DELLA CROCE ROSSA INTERNAZIONALE

    (ANSA-AFP) – KINSHASA, 13 APR – Otto operatori del Cicr, il Comitato internazionale della Croce Rossa, sono stati rapiti ieri nella provincia di Sud-Kivo, nella Repubblica democratica del Congo, da un gruppo di miliziani Mai-Mai Yakutumba. Una fonte di una Ong umanitaria ha riferito che gli otto, tra cui figura un cittadino svizzero, sono stati bloccati dai guerriglieri mentre stavano rientrando alla loro base e sono stati costretti a seguirli fino a Kasakwa, a circa 250 chilometri dal capoluogo provinciale Bukavu.
    Tra i rapiti ci sono anche due autisti di nazonalita’ congolose, secondo quanto e’ stato precisato. Un responsabile dell’ ufficio del Cicr nella Repubblica democratica del Congo ha confermato il sequestro ed ha detto che sono in corso trattative per ottenere il rilascio degli ostaggi. Non e’ chiaro se sia stato chiesto un riscatto. (ANSA-AFP).

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